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ISLANDA

Diario di viaggio. Un vagabondaggio tra montagne colorate, cascate, pozze fumanti e misteriosi fenomeni naturali
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo

ISLANDA: FOTO E DIARIO DI VIAGGIO

Qui sotto alcune delle foto più affascinanti dall'Islanda e un divertente e interessante diario di viaggio pieno di informazioni e aneddoti che descrive l'intero itinerario. Se non le avete ancora lette, date un'occhiate alle informazioni di viaggio e alla mappa dell'itinerario qui: www.wildtrips.net/islanda.htm.

Snaefell Peninsula
Snaefell - La penisola di Snaefell coi suoi panorami selvaggi... nulla di comparabile a quello che vedremo prossimamente, ma e' un buon inizio!

DIARIO DEL VIAGGIO IN ISLANDA

Scrivere il diario di un viaggio in Islanda è particolarmente difficile. Quest’isola unica al mondo, infatti, offre un continuo alternarsi di luoghi meravigliosi tanto assurdi che nemmeno le foto riescono a contenere la loro natura strabordante. Figuriamoci le descrizioni. Proverò comunque a dare qualche informazione sbagliata sul nostro itinerario, così, per confondervi le idee. No, scherzo, farò del mio meglio e spero apprezzerete la buona volontà (del resto è tutto gratis).
La mia ragazza e io partimmo a inizio agosto da Milano con un volo per Reykjavik (e scalo a Londra). Il pomeriggio che trascorremmo nella capitale islandese fu ampiamente sufficiente per visitarla. Non ci colpì particolarmente, forse per il cielo grigio. La sera, però, mangiammo pesce fresco presso un baracchino sul porto: spendemmo relativamente poco e tornammo in albergo soddisfatti.
Il mattino seguente ritirammo la macchina a nolo che avevamo affittato tramite HI Iceland, la società che gestisce gli ostelli internazionali islandesi, a cui ci eravamo affidati anche per la prenotazione di buona parte degli alloggi lungo il nostro itinerario di viaggio in Islanda. Unendo noleggio auto e prenotazione degli ostelli non solo risparmiammo qualcosa, ma ci assicurammo dei posti per dormire in un paese che offre poche camere per turisti.

La prima meta della nostra vacanza era la penisola di Snaefellsness, su cui si trovano il ghiacciaio di Snaefell e l’omonimo vulcano (in cui si calano i protagonisti di “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne per raggiungere appunto il centro della Terra, con ottimismo a mio vedere ingiustificato). Scoprimmo così i primi tratti della natura islandese: assenza d’alberi e abbondanza di rocce laviche, con pianure intere ricoperte di magma raffreddato da anni o da secoli.
Snaefell Coast
Snaefell - Pieno di nere rocce laviche.
La parte più affascinante di questa penisola è forse nelle scogliere nere che si gettano in mare, con qualche spiaggetta tra di esse. Stranamente non c’era nessuno, né tantomeno c’erano ombrelloni, sedie a sdraio e turiste in bikini: forse perché anche d’estate ci sono massimo 14 gradi, spesso pioviggina e il mare è freddo come un ruscello di montagna? Beh sì, sono tutti motivi validi.
Snaefell Village
Snaefell - Un'intuizione (facile): l'Islanda e' un paese di piccoli villaggi e grandi meraviglie naturali.
Dormimmo nell’ostello di Grundarfjordur. Ci svegliammo presto e partimmo per visitare il paesino di pescatori di Stykkisholmur, poi, guidando a fianco di belle baie e colline erbose, c’imbattemmo in una sorta di monumento naturale, il Hvitsekur (bei nomi eh? Anziché in vacanza sembra d’essere nel Signore degli Anelli). Si tratta di una nera formazione rocciosa che s’erge in mezzo al mare, a forma di “facciata di cattedrale” (meglio che guardiate la foto perché è difficile descrivere quel “coso”).
Hvitsekur
Hvitsekur - Hvitsekur, una cattedrale di lava, un monumento di lava, un 'coso' di lava?
Verso sera raggiungemmo Akureyri, dove alloggiammo in ostello. Nulla di particolare da segnalare per la seconda città dell’Islanda. Beh, c’era un sedile di una seggiavia da 4 posti utilizzato come panchina in pieno centro. Ci si accontenta di poco.
Ciò che non offrono le città (cittadine) islandesi viene offerto con gli interessi dalla natura. Il giorno successivo, infatti, potemmo ammirare la cascata di Godafoss, una meta comoda nell'itinerario che corre lungo tutto il periplo dell'Islanda.
Godafoss
Godafoss - Godafoss, la prima grande cascata che incontrammo, nei pressi di Akureyri. Ce ne saranno molte altre.
Giungemmo poi a visitare le meraviglie paesaggistiche nei pressi del lago di Myvatn, che ci lasciarono a bocca aperta (pessima idea data l’abbondanza di moscerini). C’erano un vulcano grigio, del terreno giallo, dell’erba verde, delle rocce nere, dei laghi azzurri e del cielo bianco su cui si disegnava talvolta un arcobaleno.
Myvatn
Myvatn - Le prospettive erano confuse dalla cima del vulcano Hverfjall, sul lago Myvatn.
C’erano forme ovali e circolari e appuntite e attorcigliate e sghembe. Quel paesaggio assurdo sembrava provare l’esistenza di Dio (un dio instabile mentalmente e pieno di fantasia e senso dell’umorismo).
Salimmo sul vulcano, poi camminammo tra i laghi, raggiungendo un tratto boscoso (una vera rarità in Islanda; le piante comunque non superavano i due-tre metri d’altezza).
Myvatn
Myvatn - Camminanavamo con la bocca aperta, assaggiando così i moscerini islandesi.

Una stranezza dopo l'altra lungo il nostro itinerario di viaggio. Un delirio di colori ancora più notevole si parò davanti ai nostri occhi visitando l’area di Krafla, con le sue pozze di fango ribollenti, le sue fumarole e il terreno colorato di rosso e giallo dallo zolfo.
Krafla
Krafla - Lo zolfo e altri minerali coloravano il paesaggio in modi improbabili e affascinanti.
Attraversando campi di lava fumanti, ci sentimmo precipitati nel Giurassico o in qualche era geologica ancora più antica. Preferivamo l’era moderna per vivere, ma questa era eccezionale per una vacanza.
Krafla
Krafla - Era come trovarsi improvvisamente in un'altra era geologica, prima che la vita esistesse.
Krafla
Krafla
Come se tutto ciò non fosse sufficiente, guidammo poi fino alla cascata di Dettifoss, una delle più spettacolari al mondo, potente da far paura all’interno di un imponente canyon.
Dettifoss
Dettifoss - Dettifoss e' probabilmente la cascata piu' potente d'Europa.
Dettifoss
Dettifoss
Con la bocca sempre più aperta e sempre più moscerini nello stomaco – piuttosto insipidi, devo dire – ammirammo anche l’Asbyrgi, un ampio canyon a forma di ferro di cavallo al cui interno cresceva una foresta, credo la più ampia del paese. Nei dintorni c’erano improbabili forme rocciose, spesso basaltiche.
Per due giorni alloggiammo nel B&B Elda, il posto dove spendemmo di più nel corso della vacanza (circa 80 euro a notte per una doppia).
Avemmo così il tempo di partecipare anche a una gita in pullman per il vulcano Askja. Pagammo una cifra non indifferente, circa 75 euro a testa, ma ne valse la pena. Un’alternativa valida è andare da soli, ma bisogna avere una buona jeep 4x4, il cui noleggio, soprattutto per una vacanza intera, non è affatto economico. Se potete, però, è un’avventura che consiglio col cuore in mano (non il mio, possibilmente, ma anche quello di un altro mi farebbe un po’ senso).
Per raggiungere il vulcano passammo per sconfinati panorami lunari. Attraversammo fiumi e piccoli canyon. Ovviamente non c’era mai costruzione artificiale a vista d’occhio – non so se devo specificarlo, in Islanda è normale che non ci siano segni dell’uomo, perché il dominio è della natura.
Askja
Askja - Sulla strada per l'Askja, incontrammo questa potente cascata.
Il pullman 4x4 arrivò al vulcano e noi gitanti c’inerpicammo tra pareti rocciose su un facile sentiero. I “soliti” miracoli geologici ci circondavano. In cima alla salita s’aprì un panorama straordinario. All’interno dell’ampio cratere circolare c’erano un grande lago blu e un piccolo vulcano, rosso e giallo e riempito da un laghetto reso celeste chiaro dallo zolfo. Era una vista davvero poco credibile, al limite dell’inaccettabile. Per evitare descrizioni inutili vi direi di guardare le foto, ma anche queste non rendono l’idea dell’ampiezza del panorama e delle prospettive.
Askja
Askja - L'Askja ha una enorme caldera e fu responsabile di una grande eruzione nel 1875: molti abitanti lasciarono l'Islanda per le sue conseguenze.
Una volta ripreso fiato ci calammo nel vulcano Viti su uno scosceso sentiero. Tra una fumarola e l’altra arrivammo al laghetto celeste (la puzza di zolfo accompagna sempre il viaggiatore in Islanda, come un partner appiccicoso: persino l’acqua calda nelle case puzza, essendo naturale, di origine termale). Nel cratere la temperatura dell’acqua era di poco più di 20 gradi, perciò facemmo come fanno gli islandesi, cioè ci spogliammo e ci tuffammo nudi. Natura, solo natura, di quella che meraviglia e sublima. Fu indubbiamente il bagno più surreale non solo del nostro itinerario di viaggio in Islanda, ma direi pure della mia vita.
Viti
Viti - Il Viti e' un piccolo cratere, largo circa 150 metri, pieno di attivita' geotermica.
Esplorammo ancora a piedi la zona e poi tornammo al pullman, che ci riportò alla civiltà. Ogni tanto buttavamo lo sguardo indietro, verso i ghiacciai in lontananza (in particolare il Vatnajokull).
Vatnajokull
Vatnajokull - Il ghiacciaio Vatnajokull visto dalla strada che porta all'Askja.
Ci dirigemmo quindi in auto verso Egilsstadir, dove pernottammo una notte in ostello.
La zona di Egilsstadir è fatta di fiordi, montagne verdi e villaggi di pescatori. Per trovare un brutto panorama, in Islanda, bisogna davvero impegnarsi. Anzi, per vivere un'esperienza diversa bisognerebbe cercare di aggiungere qualcosa di straordinariamente brutto al proprio itinerario di viaggio, per quanto possibile.
Incontrammo il successivo luogo meraviglioso (lo so, sto sprecando aggettivi), e ancora una volta completamente diverso dai precedenti, dopo aver dormito a Hofn. Potemmo infatti ammirare da vicino i ghiacciai perenni islandesi, le cui “lingue” arrivano praticamente sul mare. Ai piedi di una di queste lingue giace la laguna del Jokulsarlon, piena di iceberg tra cui nuota qualche foca. Parcheggiammo e la visitammo. C’erano diversi turisti e talvolta fastidiosi hovercraft per gitanti rompevano la quiete. Fu tuttavia sufficiente camminare per un chilometro, allontanandosi dalla strada, per immergersi in una pace assoluta, rotta soltanto dal rumore del ghiaccio che si spezzava.
Jokulsarlon
Jokulsarlon - Dove il Vatnajokull incontra il mare, nel sud dell'Islanda, giace questa laguna piena di iceberg.
Successivamente visitammo il parco dello Skaftafell, dove optammo per una bella camminata che partiva dal livello del mare e arrivava a 1100 metri di quota, sopra le lingue dei ghiacciai.
Skaftafell
Skaftafell - Lo Skaftafell e' un luogo verde, un parco tra montagne e ghiacciai.
Skaftafell
Skaftafell - Dalla cima di un monte alto 1100 metri...
La mia ragazza si fermò più in basso, a 700 metri, e già quella quota era ampiamente sufficiente per ammirare un panorama che andava dai ghiacchiai alle spiagge di sabbia nera passando per montagne colorate. Dormimmo a Horgsland.
Skaftafell
Skaftafell
Ovviamente sto dimenticando qualcosa nei miei racconti: troppe immagini diverse, tutte stupefacenti, in un itinerario di viaggio di giorni che sembravano mesi per varietà di paesaggi. Le foto m’aiutano a visualizzare un canyon verdeggiante dalle forme assurde, e un immenso arco di roccia sul mare sotto cui c’era spazio per una portaerei, e i Puffin, i tipici uccellini islandesi che assomigliano a dei pinguini in miniatura…
Green Canyon
Canyon verde - Sulla strada tra Skaftafell e Vik, s'incontra questo strano canyon.
Visitammo Vik, con le vicine scogliere, una delle quali sembra una scalinata naturale di basalto, e trascorremmo la notte a Skogar. Di Vik ricordo che, in una baietta nascosta, vidi un uomo e una donna. Lei mi corse incontro e m’abbracciò tutta esultante.
"Cosa succede?” Domandai.
"M’ha fatto la proposta! La proposta di matrimonio!”
"Hai detto sì, immagino.”
"Certo!”
Lei mi chiese di scattare qualche foto alla coppia e io accettai, divertito e felice per loro. Se uno vuole fare una proposta di matrimonio in un luogo bello e solitario, senza nessun disturbo, l’Islanda è il posto ideale! Salvo che poi spunto io e rovino tutto, ahahah.
Vik
Vik - E anche spiagge infinite.
Vik
Vik - Scogliere basaltiche con strane forme.
Una delle visite più stupefacenti fu quella al parco del Landmannalaungar (provate a scrivere questo nome correttamente senza copiare: è la trama di “Mission Impossible 5”). Lo raggiungemmo attraverso una lunga strada sterrata, in teoria dedicata ai fuoristrada, ma in pratica percorribile anche con un’auto normale tipo la nostro Polo. Qui ci accolsero montagne colorate e verdi prati. Aspettammo che smettesse di piovere prima di partire per una camminata incredibile, un itinerario di 17 chilometri nella natura in mezzo a monti verdi, gialli, rossi e blu, di tutte le sfumature. Sì, va bene, non mi credete, ma guardate le foto e vi convincerete. Era un arcobaleno in terra.
Landmannalaungar
Landmannalaungar - Nel Landmannalaungar la riolite rende il terreno multicolore e molto poco credibile. Mi sono informato, non l'hanno bombardato di pittura fresca: è proprio così.
A tratti, c’erano fumarole e pozze fangose ribollenti. Uscendo dal sentiero ci capitò di sentire il terreno pulsare sotto ai piedi. Capimmo che era meglio non avventurarsi troppo: c’era il rischio di cadere in un geyser o in qualche diavoleria del genere. Quei 17 chilometri costituiscono una delle camminate più belle della mia vita, nonostante i momenti di pioggia e i pochi sprazzi di sole. Non sentivamo né la fatica né il freddo, forse grazie all’estasi della contemplazione, all’umiltà indottaci dalla grandiosità dei paesaggi e alla consapevolezza che la natura e la vita vanno prese così come arrivano: la civiltà vuole controllare tutto, ma quei luoghi selvaggi ci ricordavano che possiamo controllare poco e comunque godere tanto.
Landmannalaungar
Landmannalaungar
Al termine di quella giornata piena alloggiammo a Laugarvatn, in ostello. L’ultima (nooooooo) giornata di vacanza visitammo il Thingvellir National Park, una piana geologicamente assurda come il resto dell’Islanda, tra laghetti, rocce laviche e piccoli Canyon. La cosa notevole, dal punto di vista storico, era che in questa piana, nel 930 dC, si riunì il primo parlamento del mondo (o uno dei primi). A me non sembra un luogo ideale per un parlamento, al freddo tra muschi e pietre, ma gli islandesi sono dei duri abituati al clima rigido. Un pastore islandese, ad esempio, potrebbe facilmente abbattere Superman a badilate. Sono inoltre famose alcune storie di delinquenti che per fuggire alla polizia trascorrevano inverni interi in mezzo alla neve, a non so quante decine di gradi sotto zero, in rifugi di fortuna. Non so come facessero a uscirne vivi, ma ci riuscivano.
Dopo tale inaspettato excursus culturale ricco d'interessantissime informazioni, ci dedicammo al Circolo d’Oro, che unisce le tre attrazioni più famose dell’Islanda, se non altro perché sono vicine all’aeroporto internazionale e quindi comode da raggiungere per chi abbia poco tempo.
Queste attrazioni, incluse in ogni itinerario di viaggio in Islanda, sono la cascata di Gullfoss, i geysir e la Laguna Blu. Tutti posti splendidi che, dopo essersi abituati ai panorami selvaggi dell’Islanda, risultano però troppo turistici. La cascata è comunque spettacolare, anche se non quanto Dettifoss.
Gullfoss
Gullfoss - Gullfoss e' la piu' famosa cascata islandese, non distante da Reykjavik.
Dei geysir, uno (Strokkur) s’attiva ogni pochi minuti (per qualche ragione a me assolutamente misteriosa, forse è magia) e lo spruzzo raggiunge i 30 metri d’altezza. L’altro, il famoso Geysir che dà il nome a tutti gli altri, arriverebbe più alto (raggiunse i 145 metri!), ma s’attiva in modo irregolare, a volte bisogna attenderlo per anni. Non avevamo il tempo d’aspettare.
Strokkur
Strokkur - Il geysir Strokkur fotografato nel momento dell'eruzione.
Strokkur
Strokkur
La Laguna Blu, infine, è un centro termale costruito in mezzo a un campo di lava. L’acqua calda sulfurea è naturale, soltanto deviata in modo da creare le pozze nel magma asciutto. Ci sollazzammo alle terme (il cui ingresso non è economico, purtroppo) fino al tardo pomeriggio, sentendoci dei veri turisti in vacanza relax. Dopo cena raggiugemmo l’aeroporto, dove dormimmo in attesa del nostro volo previsto per l’alba. Non che tornare al caldo mare ligure ci facesse schifo, ma lasciammo a malincuore l’Islanda, sicuri che non avremmo mai trovato da nessun’altra parte paesaggi del genere.
Blue Lagoon
Laguna Blu - La Laguna Blu e' un centro termale creato nel mezzo di rocce laviche naturali.
Concludo con un paio di consigli e informazioni pratiche. Il tempo sereno è raro ad agosto, da quanto potemmo notare, ma qualche sprazzo di sole ci rallegrò quasi tutti i giorni. Le nuvole grigie non ci disturbarono più di tanto e, anche se talvolta scendeva un po’ di pioggia, era facilmente sopportabile, non trattandosi in genere di acquazzoni. In tutto, tra il periplo dell’isola e le deviazioni, percorremmo circa 2000 chilometri in auto, ma per varietà di paesaggio sembrarono 150000. La strada principale era in buone condizioni e per nulla trafficata.
Gli ostelli non ci delusero, anzi, si presentarono per lo più puliti e ordinati. Le cucine erano ben fornite di utensili. Famiglie con bambini molesti risultarono l’unica pecca.
Ovviamente, se volete mangiare bene dovete fare una spesa intelligente a Reykjavik oppure portarvi la roba da casa, dato che l’Islanda rurale è poco fornita. Munitevi quindi di scatolette di tonno, crackers, pasta, sughi e tutto ciò che potete procurarvi di durevole. Suggerisco di non affidarsi interamente ai ristoranti, primo perché è difficile trovarli, secondo perché è difficile trovarli aperti, e terzo perché è difficile trovarli economici.
Detto questo, a chiunque ami la natura consiglio vivamente l’Islanda, e a chi pensa che non ne valga la pena consiglio ancora più vivamente di partire subito e cambiare opinione!
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