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KAZAKISTAN

Diario di un viaggio in jeep nella natura, tra canyon e laghi
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo
Questa pagina riporta diario di viaggio e foto della nostra avventurosa vacanza in Kazakistan, mentre qui trovate tutte le informazioni su come e quando organizzare il vostro itinerario in questo paese dell'Asia Centrale.

DIARIO DEL VIAGGIO IN KAZAKISTAN

Il nostro viaggio in Kazakistan iniziò dal Kirghizistan, dove avevamo noleggiato una jeep. Entrammo in Kazakistan dalla dogana della valle di Karkara, un passaggio di confine aperto solo d'estate, poco utilizzato e davvero bucolico, soprattutto sul lato kirghizo, dove una stradina sterrata attraversa valli e praterie ed è attraversata da cavalli e mucche.
Al confine tra Kazakistan e Kirghizistan lungo la valle di Karkara
Lungo il confine tra Kazakistan e Kirghizistan presso la dogana della valle di Karkara
Le burbere guardie kazake controllarono la macchina e le valigie con severità sovietica, ma ci lasciarono entrare nel paese senza problemi né mazzette. Dopo le montagne kirghize, ci trovammo ad attraversare brulli altopiani circondate da brulle colline. Svoltammo infine verso Saty, con l'obiettivo di visitare i laghi di Kolsai e di Kaindy.
Saty è il villaggio di appoggio per visitare queste mete turistiche, ma non si può dire che sia un paesino molto attrezzato per i viaggiatori. Il campo di yurte all'ingresso del paese fu l'unico posto dove potemmo pranzare; erano molto gentili e ci cambiarono gli euro al prezzo corretto, quindi decidemmo che avremmo trascorso lì la notte.
Saty, tra i laghi di Kolsai e di Kaindy, Kazakistan
Saty si trova in una bella valle nel sud-est del Kazakistan; da qui si accede velocemnte ai laghi di Kolsai e di Kaindy

Dopo il pranzetto guidammo per 12 km, su uno sterrato orribile come fondo ma bellissimo come paesaggi, verso il lago di Kaindy. Impiegammo mezz'ora per quel bravo tratto, anche perché volevamo assolutamente fotografarci mentre guadavamo il torrente con la jeep.
La strada sterrata verso il lago di Kaindy, Kazakistan
La strada sterrata verso il lago di Kaindy
Si paga un bigliletto d'ingresso e si entra nel parco nazionale; dal parcheggio, parte un comodo sentiero che si dirige verso il lago. Il lago di Kaindy si generò nel 1911 in seguito a un terremoto che riempì una bella valle tra le montagne. La cosa peculiare, e che rendo unico e bellissimo questo piccolo specchio d'acqua, è che dal lago spuntano ancora i tronchi degli alberi che furono inondati. Sott'acqua crescono le alghe, sopra i tronchi sono spogli, il panorama è quasi surreale.
Lago di Kaindy, Kazakistan
Il paesaggio surreale del lago di Kaindy
Si può camminare per un paio d'ore lungo e sopra il lago, alla ricerca di punti panoramici e spiaggette dove immergere i piedi nell'acqua gelida.
Lasciato il lago di Kaindy, ritornammo verso Saty e da lì continuammo verso i laghi di Kolsai. Questi tre laghi alpini sono meno particolari ma comunque molto suggestivi grazie alle acque turchesi circondate da abeti e montagne. Noi ci fermammo al primo lago perché era ormai tardo pomeriggio; per arrivare al secondo lago c'è una camminata di quasi 3 ore.

Il primo lago di Kolsai, Kazakistan
Il primo lago di Kolsai
Rientrammo a dormire a Saty e il giorno dopo ci dirigemmo verso il Charyn Canyon. Scendendo a valle, l'aria si fece più calda e opprimente. Arrivammo alla cosiddetta Valle dei Castelli dello Charyn Canyon attorno alle 10 del mattino, parcheggiammo e iniziammo a percorrerla a piedi.
La Valle dei Castelli dello Charyn Canyon, in Kazakistan
La Valle dei Castelli dello Charyn Canyon
Il Charyn Canyon è una gola percorsa da un fiume piuttosto impetuoso, ma dal canyon principale si dipartono diversi canyon secondari. La Valle dei Castelli è una di queste. Camminammo attraverso pareti rosse e curiose formazioni rocciose fino alla gola principale in cui scorreva fiume Charyn.
Il fiume Charyn nell'omonimo Canyon, in Kazakistan
Il fiume Charyn nell'omonimo Canyon
C'erano altre valli che era consigliato percorrere, ma in parte per il caldo e in parte perché a un primo tentativo proprio non le trovammo, rinunciammo ad esplorarle. Partimmo quindi in direzione di Almaty. La strada, lunga, dritta e piuttosto noiosa, costeggiava le montagne kazake. Demmo un passaggio a un ragazzo che trasportava una pecora morta, che doveva portare a un ristorante.
Una strada trafficata da pecore in Kazakistan
Una strada trafficata da pecore nel sud-est del Kazakistan
Arrivati ad Almaty, la città ci sorprese per il traffico caotico, così diverso dai posti che avevamo finora visitato lungo il nostro itinerario di viaggio sia in Kazakistan che in Kirghizistan. Decidemmo di testare le terme di Almaty che, si dice, siano le più belle dell'Asia Centrale. L'ingresso per i turisti, con le suite private in cui possono andare uomini e donne, è cara come in Europa, ma la spa pubblica, separata per uomini e donne, costa 3 o 4 euro. Optammo ovviamente per quest'ultima, e fu una scelta davvero rigenerante. All'interno delle terme, oltre che piscina, bagno turco e sauna (o bagno finlandese), c'era anche il bagno russo, dove oltre a scoppiare dal caldo era anche abitudine scudisciarsi con una fronda di betulla (o di quercia).

Ciò aumentava la sensazione di calore, ma, se si aveva la tecnica giusta, pareva che i benefici fossero miracoloso. Usciti dai 70 gradi del bagno russo, dai 50 umidissimi di quello turco o dai 90 di quello finlandese, ci si poteva tirare in testa delle secchiate di acqua fredda. Tutto molto corroborante, ma per me mai piacevole quanto la bella doccia finale a 37 gradi, come sempre, come il buon senso comanda.
La vista dall'alto di Almaty non dà la giusta idea dello smog che produce.
Vista su Almaty dalle montagne del Kazakistan
Vista su Almaty dalle vicine montagne di 3000 metri
Trascorremmo il nostro ultimo giorno di vacanza in compagnia di due autostoppiste francesi, che portammo a vedere il Big Almaty Lake, a 2500 metri di quota. I bei paesaggi montani non erano così originali, ma sempre affascinanti coi ghiacciai attorno. Fu molto interessante l'aspetto poliziesco della visita al Big Almaty Lake. Qui si può infatti arrivare in auto per poi camminare fino al punto panoramico, senza però scendere a piedi sul lago perché, trattandosi di una zona di confine (il Kirghizistan non è molto lontano), ci sono limiti e controlli particolari (e anche poco logici).
Il Big Almaty Lake in Kazakistan
Il Big Almaty Lake non è poi così grande!
Inoltre, proseguendo lungo la strada, arrivammo a un posto di blocco dove ci accolse un militare armato di mitra che iniziò a controllare i nostri passaporti. Noi speravamo soltanto di arrivare a un qualche punto panoramico poco più su, ma ormai eravamo in ballo e quindi ci facemmo schedare.
Alla fine passammo e guidammo ancora per pochi chilometri. Continuammo poi a piedi, superando una sbarra e sperando che non ci avrebbero sparato. Ci ritrovammo in un paese fantasma che, così circondato dalle montagne, sembrava il set perfetto per ambientare un film horror.
Paese fantasma sopra il Big Almaty Lake
Paese fantasma sopra il Big Almaty Lake
Dopo una breve camminata che ci portò anche ad ammirare Almaty, arrivò il momento di chiudere il nostro itinerario di viaggio in Kazakistan: guidammo così verso il confine col Kirghizistan, che attraversammo stavolta presso la più trafficata dogana che collega Almaty e Bishkek.
Per leggere della parte kirghiza di questo itinerario di viaggio andate alla pagina dedicata al diario di viaggio in Kirghizistan!
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Foto Kazakistan
Tutte le foto del nostro viaggio in Kazakistan

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