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Il Monte Sodadura con le ciaspole

Un trekking nel paesaggio innevato dei Piani di Artavaggio
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo

I Piani di Artavaggio d'inverno diventano un fiabesco altopiano innevato su cui fare trekking o mangiare nei rifugi. Un buon modo per guadagnarsi pizzoccheri e polenta è camminare con le ciaspole fino alla vetta del monte Sodadura, un'imponente piramide bianca che si staglia contro il cielo.

Il Monte Sodadura, sopra i Piani di Artavaggio
Il Monte Sodadura svetta sui Piani di Artavaggio
I Piani di Artavaggio si trovano in Valsassina, non lontano da Lecco. Raggiungibili in funivia da Moggio (a un'ora d'auto da Milano), i Piani di Artavaggio si trovano a circa 1600 metri di quota e offrono ampi panorami che diventano davvero incantevoli quando innevati.
Piani di Artavaggio innevati
I Piani di Artavaggio innevati
Il Monte Sodadura supera di poco i 2000 metri, ma sembra molto più alto e maestoso e, dalla cima, offre un inimitabile panorama a 360 gradi. Raggiungere la vetta con le ciaspole non è difficile, a parte un breve passaggio su roccia che potrebbe far venire l'ansia a chi soffre di vertigini, e nemmeno troppo faticoso, dati i soli 400 metri di dislivello dall'arrivo della funivia ai Piani di Artavaggio.

I rifugi e le piste di slittino che si trovano all'uscita della funivia dei Piani di Artavaggio sono molto affollati nei weekend invernali, ma non si tratta comunque di una stazione sciistica (l'unico impianto è un tapis roulant), quindi basta percorrere poche centinaia di metri con le ciaspole per abbandonare la confusione. I rifugi dei Piani di Artavaggio sono comunque ben costruiti, con un loro fascino vintage. Camminando poi per l'altopiano, si trovano itinerari più o meno battuti.
Rifugio innevato ai Piani di Artavaggio
Un pittoresco rifugio nella neve ai Piani di Artavaggio
La salita verso i rifugi Nicola e Cazzaniga è un percorso frequentato che offre splendide viste sulle montagne e sugli alberi innevati. Si procede dapprima verso est e quindi verso la piramide del monte Sodadura, per poi svoltare più verso nord in direzione dei due rifugi.
Con le ciaspole ai Piani di Artavaggio
Con le ciaspole ai Piani di Artavaggio, lungo l'itinerario per i rifugi più alti
Arrivati qui, ci sono due mete possibili se si vuole scalare una vetta panoramica: la Cima di Piazzo e appunto il Monte Sodadura, che vuoi per la forma maestosa vuoi per la vista attira più ciaspolatori ed escursionisti (non sempre le ciaspole sono necessarie d'inverno, anzi, in alcuni punti è meglio procedere coi soli scarponi).
Cima di Piazzo vista dal Monte Sodadura
La Cima di Piazzo vista dalla salita per il Monte Sodadura
La salita verso il Sodadura inizia tranquilla e sempre evidente fino a quando si arriva alle pendici della triangolarissima vetta. Da qui si sale in cresta, con a sinistra (cioè in direzione est) le imponenti Alpi Orobie e a destra i bianchi e pacifici Piani di Artavaggio.

La salita non è lunga, ma è ripida e bisogna prestare attenzione dato che si procede in cresta: le pendenze sui due lati sono notevoli ed è difficile arrestare una scivolata, soprattutto se la neve è dura. Ad ogni modo, se l'innevamento è buono non c'è nessun problema particolare. In un punto, tuttavia, bisogna superare dei balzi rocciosi. Non è arrampicata, sono solo tre o quattro massi, che però potrebbero diventare difficili col ghiaccio. Noi da qui abbiamo proceduto con gli scarponi, senza ciaspole, e pochi minuti dopo i massi siamo arrivati alla vetta del Monte Sodadura.
Con le ciaspole sul Monte Sodadura Arrivo in vetta al Monte Sodadura
Arrivo in vetta al Monte Sodadura con le ciaspole, con l'ampio panorama sulle Alpi
Come detto, il panorama spazia a 360 gradi, dalle Alpi Orobie alle montagne lecchesi.
La discesa avviene sullo stesso itinerario e si può così continuare a godere della bellezza dei Piani di Artavaggio oltre che sfruttare gli ottimi e in genere economici che offrono tipico cibo di montagna.
Panorama dal Monte Sodadura sulle Alpi Orobie
Panorama dal Monte Sodadura sulle Alpi Orobie
Un ultimo consiglio per chi voglia raggiungere i Piani di Artavaggio. Alla funivia di Moggio ci può essere coda, soprattutto di domenica, il che implica il rischio di lunghe attese sia in salita che in discesa. E' bene quindi evitare i giorni più incasinati (le soleggiate domeniche di febbraio e marzo) e gli orari più frequentati. Inoltre, si può considerare il sentiero che da Moggio sale ai Piani di Artavaggio come alternativa alla funivia, almeno in uno dei due sensi. I metri di dislivello sono 700, il paesaggio boschivo sempre bello, e se avete un budget limitato potete risparmiare così i 12 euro del biglietto della funivia di Moggio (solo andata costa invece 7 euro).
Piani di Artavaggio
Per raggiungere i Piani di Artavaggio da Moggio si passa in un bosco che la neve rende fiabesco
Se siete sprovvisti di ciaspole, potete noleggiarle ai piani di Artavaggio... quindi la cima del monte Sodadura vi aspetta!
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