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TURCHIA

Diario di viaggio: Istanbul e altre sorprendenti meraviglie come la Cappadocia, Pamukkale e la costa Egea
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo

TURCHIA: FOTO E DIARIO DI VIAGGIO

Qui sotto alcune delle foto più affascinanti dalla Turchia e un divertente e interessante diario di viaggio pieno di informazioni e aneddoti che descrive l'intero itinerario. Se non le avete ancora lette, date un'occhiate alle informazioni di viaggio e alla mappa dell'itinerario qui: www.wildtrips.net/turchia.htm.

Cappadocia
Camini delle Fate, Cappadocia

DIARIO DEL VIAGGIO IN TURCHIA

Iniziare l’estate con una vacanza in Turchia? C’è di peggio nella vita. Anzi, a me e alla mia ragazza sembrava un'ottima idea, quindi decidemmo di provare. Prima della partenza non sapevamo quale parte della Turchia ci avrebbe affascinati maggiormente, e in effetti scoprimmo che c'era l'imbarazzo della scelta tra itinerari di viaggio culturali, paesaggistici e di mare.
Il volo del 13 giugno 2009 da Genova a Istanbul (con scalo a Roma) atterrò in perfetto orario, ma senza i nostri bagagli. Un po' scocciati, prendemmo treno e metropolitana per raggiungere comodamente il centro di Istanbul, dove avevamo prenotato il nostro albergo (Sultan's Inn, a due passi dalla Moschea Blu). Era pomeriggio e trascinare anche solo i bagagli a mano sotto il sole non fu piacevole, ma una volta arrivati in albergo ci sentimmo meglio. La camera era elegante, soprattutto visto il prezzo di 60 euro a notte, e una bella terrazza sul tetto dell'hotel permetteva d'ammirare un panorama che andava dal Mar di Marmara alle cupole della Moschea Blu.
Istanbul Moschea Blu
Istanbul, Moschea Blu - Istanbul presenta monumenti famosi in tutto il mondo e altri meno conosciuti. Si potrebbero passare mesi osservandola da angola diversi e cercando i luoghi più singolari e interessanti.
La perdita delle nostre valigie era sfortunata, ma ci consolava il pensiero di non dover mettere in ordine i vestiti. Potemmo così uscire subito per esplorare l'affascinante città e iniziare ufficialmente la vacanza. Iniziammo coi due edifici più imponenti e importanti, Hagia Sophia e Blue Mosque, che meritano tutta la loro fama.
Istanbul Hagia Sophia
Istanbul, Hagia Sophia
Vagammo poi per il centro di Istanbul, seguendo mercatini e monumenti fino a godere di un caloroso tramonto dal Ponte di Galata sul Corno d'Oro (un'ampia insenatura di mare che "infilza" Istanbul). Dal ponte, una pittoresca doppia fila di pescatori osservava speranzosa le proprie canne e il fiume.
Istanbul
Istanbul
Istanbul
Istanbul
La cena ci presentò gli strepitosi antipasti turchi fatti d'insalate e sapori d'ogni tipo, a cui facemmo seguire della carne. Il buon rapporto col cibo turco continuò la mattina dopo: la colazione sulla terrazza del nostro albergo ci lasciò estremamente soddisfatti, per il paesaggio e per lo yogurt col miele. Ci stupimmo di come il Mar di Marmara fosse occupato da una distesa enorme di navi. C'era traffico come in tangenziale all'ora di punta.
Quel giorno partecipammo a una gita su un battello che percorreva tutto lo stretto del Bosforo, da Istanbul fino al Mar Nero. E' una navigazione decisamente consigliabile in un viaggio in Turchia soprattutto in una giornata di sole splendente come quella che ci capitò, tra belle anse, ville e castelli. Al ritorno, avemmo il tempo di visitare la Torre di Galata e di godere della sua bella vista sulla città.
Istanbul Galata
Istanbul dalla Torre Galata
Ci fermammo quindi a mangiare ad un tavolino sulla strada di Nevizade, famosa per la gastronomia. Il ristorante era normale, ma l'atmosfera era vivace anche se si trattava di una zona decisamente turistica.
Istanbul Nevizade
Istanbul, Nevizade - Lungo questo vivace vicolo i ristoranti sono sempre pieni. L'uomo sulla destra non è Frankenstein.
Al ritorno a piedi verso l'albergo, un giovane turco ubriaco, drogato o semplicemente confuso m'abbracciò esprimendo parole poco chiare. Sembrava ce l'avesse con me e non mi lasciava andare. Forse invidiava la mia fortuna d'occidentale in vacanza con la propria bella ragazza. Chiaramente, non la conosceva :)

Non mi sono mai sentito in pericolo in Turchia, e anche quell'occasione non fece eccezione, ma per me e la mia fidanzata fu una situazione un po' inquietante, che si risolse comunque senza problemi quando arrivammo in hotel. Tra l'altro, in albergo c'erano ad accoglierci le nostre valigie, consegnateci dalla Turkish Airlines, evento che ci rasserenò ulteriormente.
Il giorno successivo, dopo un'altra abbondante colazione, il nostro itinerario a Istanbul continuò con la visita al palazzo Topkapi, residenza reale ricca all'inverosimile di ornamenti e magnificenza. Era un po' l'opposto di un monolocale arredato Ikea.
Istanbul Palazzo Topkapi
Istanbul, Palazzo Topkapi - Lusso e ori e molto altro nel vecchio palazzo del Sultano.
Trascorremmo buona parte della giornata nella splendente ex residenza dei sultani. Visitammo poi l'enorme cisterna romana sotterranea chiamata Cisterna Basilica. Si tratta di un vasto spazio sotterraneo, sostenuto da colonne, che quasi due millenni fa riforniva l'acquedotto. Ancora oggi c'è un mezzo metro d'acqua sul fondo, in cui vivono numerosi pesci. Un luogo strano, da visitare.
Istanbul, Cisterna Romana
Istanbul, Cisterna Romana - Un monumento sotterraneo misterioso e affascinante.
Facemmo un giro per il souk di Istanbul - un posto tranquillo, privo a mio avviso della confusione, degli odori e del fascino di altri mercati asiatici o africani.
La sera, vivemmo una succulenta serata in un ristorante greco consigliato dalla Lonely Planet. Spendemmo 35 euro a testa, in generale troppo per Istanbul, ma era un luogo molto elegante e in una sera mangiammo e bevemmo vino a sufficienza per tre giorni. Mai visti tanti antipasti diversi, uno più saporito e originale dell'altro: pietanze mai più assaggiate. Dopo due ore di delizie non riuscivamo a ingurgitare altro, ma trovammo comunque un po' di spazio per pesce e dolce. Buoni anch'essi, ma se mai tornerò in quel ristorante, chiederò uno sconto e rinuncerò a tutto ciò che non è un antipasto. Voglio vivere di quegli antipasti.
Il 16 giugno avemmo giusto il tempo per un breve giro nel quartiere sul Mar di Marmara a sud del nostro albergo. Era una zona meno monumentale e più povera, ma più rappresentativa della vita turca. Ci recammo poi all'aeroporto e volammo (con l'aiuto di un aereo della Turkish Airlines) verso Kayseri e la Cappadocia, meta successiva del nostro itinerario di viaggio in Turchia. A Kayseri ritirammo la nostra vettura, affittata dalla Hertz a buon prezzo, ma con la necessaria maggiorazione "one way" perché avremmo riconsegnato l'auto a Dalaman, sulla costa orientale. Si trattava di una Fiat Marea, chiaramente anarco-comunista come dimostrato dal fatto che tendeva sempre pericolosamente a sinistra.
Cappadocia
Cappadocia - Se cercavate un paesaggio naturale strano e meraviglioso, questo è il vostro posto.
Passare da Istanbul alla Cappadocia fu piuttosto sconvolgente. Niente più traffico né urbanizzazione, ma una natura priva di logica e buon senso, con quelle rocce uscite da una favola. C'imbattemmo nell'affascinante villaggio di Uchisar per poi arrivare a Goreme, dove si trovava il nostro albergo. Questi paesi costruiti tra i camini delle fate, o dentro i camini delle fate (che sarebbe il nome poetico dei pinnacoli di tufo che rendono la Cappadocia unica al mondo), affascinerebbero anche l'uomo più rozzo del globo. Il nostro hotel era una splendida costruzione tra assurde formazioni rocciose e fummo lieti della scelta.
Cappadocia Goreme
Cappadocia, Goreme - E anche la sua cultura e la sua storia sono interessanti.
Cappadocia Goreme
Cappadocia, Goreme
La sera Goreme era tranquilla, soprattutto rispetto a Istanbul, e per quanto turistica conservava un fascino più autentico di quello che avevamo potuto vedere nel centro della capitale. Mangiare costava relativamente poco ed essere felici ancora meno.
In hotel prenotammo per il mattino successivo un giro in mongolfiera con la compagnia Goreme Balloons. Rifiutammo ovviamente ogni altro genere di tour organizzato, ma questa era un'esperienza imperdibile per una vacanza in Turchia, nonostante il prezzo di 130 euro a testa.
Cappadocia mongolfiera
Mongolfiera in Cappadocia - Un modo affascinante di vedere la regione dall'alto.
Così, il 17 giugno ci alzammo all'alba. Un pullmino ci passò a prendere e ci portò in una piana ricoperta di centinaia di mongolfiere. La nostra, mezza gonfia e coloratissima, ci aspettava. Montammo nel cesto insieme a un'altra decina di persone, quindi la pilota (se così si chiama chi guida le mongolfiere) alzò la fiamma del bruciatore che gonfiava il pallone e ci librammo in aria. Non ci sollevammo però molto da terra: tra sguardi preoccupati e urla concitate ci dirigemmo in fretta verso un albero. Mentre stavamo andando a sbattere tutti iniziarono a seguirci correndo, credo per raccogliere i nostri cadaveri. All'ultimo momento, per fortuna, l'albero s'abbassò e salpammo liberi verso il cielo.

Cappadocia
Cappadocia
Fluttuare in aria, a dieci o a cento metri da terra, spinti dalla sola forza del vento, è un'esperienza caldamente consigliata a chi non soffra di vertigini. Il meraviglioso panorama sulla Cappadocia e la vista di altre decine di mongolfiere in volo rendevano lo spettacolo ancor più spettacolare.
Cappadocia
Cappadocia
Cappadocia Mongolfiera
Mongolfiera in Cappadocia
Scoprimmo con interesse e vaga preoccupazione che non è possibile controllare la direzione di una mongolfiera: il pilota può soltanto gonfiare o sgonfiare il pallone e variare di conseguenza la quota di volo. Il vento dell'alba però ci spinse, come da itinerario previsto, sopra i camini delle fate, poi nei pressi di Uchisar e su splendide valli.
Uchisar, Cappadocia
Uchisar, Cappadocia
La questione dell'atterraggio era divertente. Ovviamente non si sapeva dove si sarebbe finiti, quindi a seconda del vento il pilota sceglieva come "pista" d'atterraggio un campo lungo la rotta. Intanto, comunicava agli aiutanti in jeep dove avrebbe fatto appoggiare la mongolfiera. A ben pensarci, però, "appoggiare" non è il termine giusto. Si trattava, piuttosto, di rimbalzare. Noi turisti stavamo ben rintanati nel cesto mentre questo sbatteva ripetutamente al suolo, non con troppa violenza ma nemmeno con leggerezza. Quando finalmente la corsa si fermò, lasciammo la mongolfiera sballottati ma estremamente soddisfatti dell'incredibile esperienza. Un brindisi, un attestato presto finito nella pattumiera e via verso nuove avventure.
Cappadocia
Cappadocia
In particolare, ci dirigemmo con la nostra Fiat anarco-comunista verso il cosiddetto Museo all'Aria Aperta di Goreme, un sito UNESCO che racchiude alcuni camini delle fate utilizzati nel Medioevo come Chiese e quindi particolarmente pittoreschi per le decorazioni interne. Ma il bello di una vacanza in Cappadocia è vagare liberamente nella natura, camminare nella Valle delle Rose, da cui godere del tramonto, nella Valle dell'Amore (così chiamata perché le formazioni rocciose sembrano enormi peni), e in giro a zonzo per canyon e pianure, senza dimenticare paesini caratteristici.
Cappadocia, Love Valley
Cappadocia, Love Valley - La Valle dell'Amore è così chiamata per un motivo abbastanza prosaico
Un itinerario di viaggio improvvisato e straordinario.
Spendemmo due giorni e mezzo così. Uno di questi ci spingemmo fino alla città sotterranea di Kaymakli, davvero stupefacente se non soffrite di claustrofobia, al bel canyon di Ihlara, ideale per passeggiare, e al vicino paese di Selime, col suo stupefacente castello naturale.
Cappadocia
Cappadocia
Cappadocia
Selime, Cappadocia
Un'auto a noleggio è ovviamente consigliabile in Cappadocia: un tour ci avrebbe molto limitati come tempi e spostamenti, ci avrebbe costretto a pause non volute e, soprattutto, avrebbe ucciso quelle magnifiche sensazioni di libertà.
Era il momento di continuare il nostro itinerario di viaggio in Turchia. Lasciammo la Cappadocia e ci dirigemmo in direzione est, su strade poco trafficate e praticamente prive di turisti. Ci prendemmo la prima pausa presso il caravanserraglio di Sulthanani, un imponente edificio nel mezzo del nulla dove una volta si fermavano a sostare le carovane. Pranzammo per due euro in una bettola e ripartimmo. Il paesaggio era ora più piatto e monotono, quindi fummo contenti quando nel tardo pomeriggio arrivammo presso il bel lago di Egirdir. Decidemmo di dormire nell'omonima cittadina dopo una discreta e soprattutto economica cena a base di pesce.
Lago di Egirdir
Lago di Egirdir - Lungo la strada dalla Cappadocia a Pamukkale, s'incontra questo luogo tranquillo e piacevole.
Il giorno successivo, lungo la strada per il Mare Egeo, ci fermammo a Pamukkale, molto frequentata dai vacanzieri ma comunque spettacolare per la sua originalità, con le cascate di calcare bianco che formano celesti piscine naturali. Nei pressi, rovine greche e romane completavano un quadro apparentemente tratto dalla fantasia di un pazzo. Eravamo di passaggio, ma è una tappa assolutamente da aggiungere al proprio itinerario di viaggio, per quanto turistica.
Pamukkale
Pamukkale - Rovine greche e romane, sorgenti termali e una serie di bianche piscine naturali d'origine calcarea.
Proseguimmo poi verso Fethiye, e lo facemmo avventurandoci su un passo di montagna in mezzo a bei panorami di rocce, boschi e macchia mediterranea. Era quasi il tramonto quando arrivammo in vista del mare. Trovammo il nostro albergo e ci preparammo per la prima serata nella cittadina di mare.
Avevamo scelto Fethiye perché - avevamo letto - più caratteristica e meno turistica di altre città balneari. In effetti, non ci deluse. C'erano europei e turchi e americani in vacanza, ma l'atmosfera non ne risentiva e i ristoranti all'aperto e la vivacità del centro ci lasciarono soddisfatti.
Dedicammo il primo giorno sul mare a una gita in battello tra le isole antistanti Fethiye: acqua limpida, baie affascinanti. Ci fu offerto un buon pranzo di pesce freschissimo. Nel tardo pomeriggio, un giretto in città ci portò alle tombe monumentali costruite subito alle spalle dell'abitato.
Fethiye
Fethiye - Poco al largo di questa attraente cittadina c'è un piccolo arcipelago con delle belle spiagge.
Fethiye
Fethiye
Il giorno successivo, invece, esplorammo la costa a bordo della nostra formidabile Fiat Marea. Prima la spiaggia di Oludeniz - bella, ma troppo turistica - quindi una vista dall'alto della valle delle Farfalle, infine relax sull'infinita spiaggia di Patara, ultima meta del nostro itinerario di viaggio in Turchia.
Butterfly Valley
Valle delle Farfalle
Spiaggia di Patara
Spiaggia di Patara
Rovine di Patara
Rovine di Patara
Rovine di Patara e mucche
Rovine di Patara e mucche - Questa mandria può crescere in un ambiente culturalmente stimolante.
Con un'altra ottima cena a Fethiye trascorremmo infatti la nostra ultima serata turca. Il giorno dopo riconsegnammo l'auto al Dalaman Airport (nessuno ci spiegò a chi consegnarla, fastidioso disservizio che risolvemmo lasciando la vettura in un parcheggio con le chiavi nel cruscotto), prendemmo un volo per Istanbul e da qui l'aereo del ritorno per Genova.
E così, ancora una volta, il viaggio finì, ma bisogna ammettere c'è di peggio, nella vita: ad esempio, non essere mai partiti!
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