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KIRGHIZISTAN

Un viaggio memorabile tra paesaggi incontaminati e gente ospitale
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo
Questa pagina riporta diario di viaggio e foto della nostra avventurosa vacanza in Kirghizistan, mentre qui trovate tutte le informazioni su come e quando organizzare il vostro itinerario in questo paese dell'Asia Centrale.

DIARIO DEL VIAGGIO IN KIRGHIZISTAN

La preparazione del mio viaggio in Kirghizistan si era concentrata su tre cose:
1- Prenotare il volo per Bishkek, optando per il più comodo scalo a Istanbul piuttosto che a Mosca per evitare il problema del visto;
2- Noleggiare una jeep con cui scorrazzare in libertà per montagne e canyon;
3- Imparare a scrivere Kirghizistan.
Viaggio on the road in 4x4 in Kirghizistan
Il fascino di un viaggio on the road in 4x4 in Kirghizistan... bei paesaggi, libertà, sterrati e poco traffico!
Ritirammo l'auto a nolo al Manas Airport di Bishkek e partimmo verso Suusamyr. La parte immediatamente attorno a Bishkek è l'unica piatta e anonima del Kirghizistan, ma in meno di un'ora ci si trova già tra montagne bellissime. Il nostro obiettivo era raggiungere il lago Song Kul (Kul vuol dire lago, non pensate male) attraverso questa strada alternativa. Fu un viaggio lungo, di quasi tutta la giornata, ma fantastico. L'auto noleggiata si comportò benissimo.
Viaggio on the road in Kirghizistan
Montagne colorate lungo la strada dopo Suusamyr!
Suusamyr è un villaggio tranquillo, dove c'imbattemmo in una cerimonia curiosa. Chiedemmo informazioni, ma nemmeno il suo Google Translate ci permise di comunicare con un gentile kirghizo (del resto il cirillico non è il nostro forte). Trovare un bancomat o un cambio fu impossibile per 200 chilometri, ma risolvemmo a Caek, dove potemmo così anche pranzare con montone e verdure e tè caldo (un classico, da queste parti, anzi, quasi l'unica cosa disponibile).
Uno splendido paesaggio kirghizo
Uno splendido paesaggio kirghizo incontrato lungo il nostro itinerario di viaggio on the road

Per passare il tempo, lungo il percorso demmo anche un passaggio a due attempate ma arzille turiste autostoppiste tedesche e a una donna kirghiza.
Un'impervia strada sterrata ci portò finalmente al Song Kul, meta del nostro primo intensissimo giorno di viaggio in Kirghizistan. Questo lago a 3000 metri di quota è circondato da prati verdi su cui corrono i cavalli e da montagne incontaminate.
Pecore sul lago Song Kul, Kirghizistan
Pecore, cavalli e bovini abbondano attorno al lago Song Kul

I pastori, qui, alloggiano nelle yurte, le tipiche tende dell'Asia Centrale, che si montano facilmente all'inizio della stagione estiva (d'inverno questi posti sono invivibili per il gelo; pastori e animali scendono a valle). Tra le yurte dei pastori, alcune sono adibite all'utilizzo per i pochi viaggiatori. Ovviamente, non aspettatevi vita notturna, sul Song Kul, a meno che non siate zoofili. Per ogni persona ci sono cento mucche, cento cavalli e mille pecore.
Yurte sul Song Kul, Kirghizistan
Un accampamento di yurte sul lago Song Kul. La yurta è la tipica tenda dei pastori dell'Asia Centrale
Il mattino dopo facemmo un giro a cavallo, da turisti in cerca di esperienza tipiche, poi ripartimmo sulla più comoda jeep seguendo bellissime strade sterrate tra le montagne. Proseguendo nel nostro itinerario di viaggio verso Issyk Kul, arrivammo a Kockor e, poco dopo, al lago di Orto Tokoy.
Lago di Orto Tokoy, Kirghizistan
Il lago di Orto Tokoy, non lontano dal più grande Issyk Kul
Quando lo vedemmo, in realtà, non sapevamo che lago fosse, ma il paesaggio era forse ancora più bello di quelli già meravigliosi ammirati durante il giorno, o comunque diverso. Parcheggiammo e c'incamminammo verso la riva del lago, su cui si stavano riposando dei cammelli.
Dopo due giorni (che per intensità d'emozioni erano sembrati 50) di cavalli, pecore e mucche, la vista di questi animali esotici allo stato brado ci sorprese. Ci avvicinammo così ai docili cammelli e facemmo loro un servizio fotografico che nemmeno un paparazzo quando incontra Belen.
Cammelli allo stato brado in Kirghizistan
Cammelli allo stato brado sul lago di Orto Tokoy
Era pomeriggio inoltrato quando arrivammo sull'enorme lago Issyk Kul e iniziammo a percorrere la strada che lo costeggia a sud. Dopo pochi chilometri uno sterrato frequentato da turisti russi si dirige verso Kyzyl Tuu e poi un laghetto salato (noto come Salty Lake o Solenoye Ozero) che è la risposta kirghiza al Mar Morto. Questo piccolo lago salato, a poche centinaia di metri dall'Issyk Kul, permette di galleggiare facilmente e di cospargersi di un fango nero dalle proprietà altamente curative (non ci credo molto, ma così dicono!).
Salty Lake, o lago salato, in Kirghizistan
Il Salty Lake come dice un nome è un lago salato in stile Mar Morto, con tanto di fanghi, nelle vicinanze di Issyk Kul

Cenammo con un buon pescetto di lago nelle yurte presso il Salty Lake, per poi guidare fino a Bokonbaev, cercando un hotel. Non fu facile, ma alla fine trovammo l'ennesima superconomica sistemazione della vacanza.
Il giorno successivo esplorammo in jeep uno sterrato alle spalle della strada principale sul lago. Questo sterrato s'inoltrava in una splendida valle tra le montagne. Presso uno dei villaggi, c'era un panoramico cimitero islamico (gli abitanti del Kirghizistan sono per lo più musulmani, ma l'applicazione della religione è molto diversa rispetto ai paesi arabi: nessuna donna indossa il velo o ha problemi a girare sola, ad esempio).
Cimitero islamico in Kirghizistan
Cimitero islamico in una valle alle spalle dell'Issyk Kul
Raggiungemmo quindi il "Birds of Prey Festival" organizzato qui ogni anno ad agosto dal CBT, l'ente del turismo kirghizo. Questo festival è una specie di summa di sagre del paese kirghize volta a mostrare ai viaggiatori tutte le peculiarità delle tradizioni del Kirghizistan. E' senz'altro una manifestazione turistica, in cui un presentatore parla inglese (cosa che ci sembrò incredibile dopo quei primi giorni di comunicazioni impossibili), ma è anche autentica, spontanea e ben organizzata, oltre che straordinariamente fotogenica. I giochi e il cibo sono tipicamente kirghizi e la gente del posto fa del proprio meglio per dimostrare le proprie abilità.
Vestiti tradizionali al festival di Bokonbaev organizzato dal CBT
Vestiti tradizionali al festival di Bokonbaev organizzato dal CBT
Furono particolarmente interessanti i giochi coi cavalli, come il wrestling e il kokboru. Quest'ultimo è uguale alla pallacanestro, solo che c'è una capra decapitata al posto della palla, i giocatori vanno a cavallo, il campo è in terra e i canestri sono dei vecchi pneumatici da camion. Tale sport è diffuso anche in altri paesi dell'Asia centrale (in Afghanistan col più noto nome di Buzkashi) e assistere a una partita è stato uno dei momenti più caratteristici del nostro itinerario di viaggio in Kirghizistan!
Kokboru in Kirghizistan: gioco con cavalli e capra
Al festival si giocava anche al kokboru, una specie di basket a cavallo con un capra decapitata al posto della palla

Lasciammo il festival e ci dirigemmo verso lo Skazka canyon, o Fairy Tale Canyon per i viaggiatori stranieri (questi slanci anglofoni sul lago Issyk Kul dimostrano le serie intenzioni di apertura al turismo). Il canyon è davvero splendido, con un inaspettato paesaggio di rocce gialle e rosse e strani pinnacoli tra cui si può camminare alla ricerca di panorami sempre più belli.
Skazka Canyon presso il lago Issyk Kul in Kirghizistan
Lo Skazka Canyon presso il lago Issyk Kul
Lasciammo lo Skazka nel tardo pomeriggio e stavamo guidando verso Karakol quando ci esplose una sospensione. Non potemmo che fermarci davanti a una casetta con un pollaio. Vedemmo una nonna con la nipotina e facemmo segno per chiedere aiuto: la nostra SIM kirghiza non funzionava e se avessimo chiamato soccorsi con quella italiana saremmo stati spennati.
La giovane Sezim e la dolce nonnina ci ospitarono subito offrendoci tè, latte, biscotti, gelato e cetrioli (immancabili). Spiegandoci a gesti e a disegni, riuscimmo a farci prestare un cellulare con cui chiamare la nostra compagnia di noleggio. Sezim fu così gentile da attivarci anche internet per poi regalarci la scheda.
Dopo ore di discussioni al telefono, ci mettemmo a dormire in jeep. A mezzanotte arrivò il carroattrezzi chiamato dall'autonoleggio. Ci mollarono in un bell'hotel di Karakol e si portarono via l'auto per la riparazione.
Il mercato degli animali di Karakol in Kirghizistan
Il mercato degli animali di Karakol si svolge la domenica all'alba
Il mattino dopo ci svegliammo all'alba per ammirare il mercato degli animali di Karakol, che si svolge tutte le domeniche. Migliaia di pastori si ritrovano qui per vendere, comprare o scambiare animali. Furgoncini scassati e vecchie Lada accompagnano mucche, pecore, tori, capre, e cavalli. Si cammina tra migliaia di bestie e persone che trattano, si notano scambi fugaci di banconote e si saltano cacche fresche. Un'esperienza assolutamente da vivere, anche se quello fu un raro giorno di pioggia che rovinò in parte la vivacità del posto (e le foto).
Rientrammo in hotel, ci riappisolammo, facemmo colazione e considerammo il da farsi. Non avevamo la jeep e piovviginava, quindi decidemmo di camminare fino ad Altyn Arashan, una minuscola località di pastori con qualche sistemazione turistica che si trova in una valle sopra Karakol, tra meravigliose montagne.
Ci stavamo incamminando verso la stazione degli autobus quando ci suonò una jeep. Era la nostra, già riparata nonostante fosse appena domenica mattina. Ringraziammo il meccanico, ci riimpadronimmo del nostro mezzo ma mantenemmo il programma. In bus, o, meglio, in marshrutka, ci dirigemmo ad Ak-Suu e da lì camminammo sotto la pioggia fino ad Altyn Arashan lungo una strada sterrata impercorribile con la nostra jeep.
Vecchia 4x4 russa lungo la strada per Altyn Arashan in Kirghizistan
Vecchia 4x4 russa lungo la strada per Altyn Arashan
La camminata richiede circa cinque ore, ma nell'ultimo tratto fummo accompagnati da un camioncino 4x4 sovietico, tra i pochi mezzi in grado di cavarsela in quelle condizioni. I paesaggi erano splendidi, nonostante la pioggia.
Altyn Arashan si trova a circa 2500 metri di quota ed è nota per le sue pozze termali, di cui approfittammo subito per scaldarci. Il gioco, divertente, era cuocersi nella vasca d'acqua calda per poi buttarsi nel gelido fiume glaciale, per poi ritornare al caldo: un'attività molto corroborante. Nelle terme e nelle poche guesthouse si fermano gli escursionisti: incontrammo diversi francesi, in particolare.
Altyn Arashan in Kirghizistan
Uno dei tanti torrenti di Altyn Arashan
Il giorno dopo il sole tornò a splendere, come ci si aspetta da un viaggio in Kirghizistan in estate. Tra i vari itinerari di trekking di più giorni, noi dovemmo ovviamente optare per qualcosa di più breve, perché la sera volevamo rientrare a Karakol. C'incamminammo così lungo la splendida valle di Altyn Arashan, tra montagne verdi, fiumi, guadi, cascate, pascoli, cavalli che correvano liberi e ghiacciai sullo sfondo. Fu una splendida e panoramica camminata.
Pecore ad Altyn Arashan in Kirghizistan
Pecore ad Altyn Arashan
Rientrati ad Altyn Arashan per un tardo pranzo, optammo per scendere ad Ak Suu a cavallo. Un'idea malsana, con dei cavalli scomodi e disobbedienti. Fu il momento più doloroso del nostro itinerario di viaggio, soprattutto per le parti intime, ma fu anche divertente.
Ad Ak Suu trovammo subito la marshrutka 350 con cui tornammo a Karakol e alla nostra jeep. Dopo una notte in hotel e una colazione a base di uova, salame, gnocco fritto e marmellata accompagnati dall'immancabile tè, partimmo presto verso il Kazakistan.
La strada che porta all'attraversamento di confine della valle di Karkara (aperto solo d'estate) tra Kirghizistan e Kazakistan è una vacanza in sé. I paesaggi sono verdi, bucolici, fantastici. La strada, sterrata, è in pessime condizioni e per niente trafficata: più che a un passaggio di confine, sembrava di andare a casa di un pastore.
La strada della valle di Karkara che porta al confine col Kazakistan
La strada della valle di Karkara che porta al confine col Kazakistan
In qualche ora arrivammo alla dogana, un posto di blocco in mezzo al nulla. Non c'era nessuno, a parte un ragazzo kirghizo a piedi cui poi demmo un passaggio. I doganieri del Kirghizistan furono gentilissimi e ci prendevano in giro ("Italia mafia"), quelli del Kazakistan più duri e polizieschi, ma passammo il confine senza problemi né richieste di denaro!
Il racconto di questo itinerario di viaggio continua quindi nella pagina dedicata al Kazakistan!

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Foto Kirghizistan
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