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VIAGGIARE IN LAOS

Villaggi tradizionali in mezzo alla giungla, grandi fiumi e grotte misteriose
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo

LAOS: FOTO E DIARIO DI VIAGGIO

Il Laos è un paradiso di giungle, montagne e villaggi poveri ma ricchi di vita e sorrisi; qua presentiamo un itinerario, con tante foto e un diario di viaggio, che ha toccato Vientiane, Vang Vieng, Luang Prabang e Nong Khiaw.
(Per informazioni generali su prezzi, clima, trasporti, ecc, visitate la pagina generale sui viaggi in Thailandia e Laos).

Villaggio nei pressi di Vang Vieng, Laos
Le mucche in mezzo alla strada sono onnipresenti in Laos, non solo sugli sterrati che attraversano i villaggi

LAOS: FOTO E DIARIO DI VIAGGIO

Per arrivare in Laos dal Sud della Thailandia senza spendere una fortuna, si può prendere un economico volo da Phuket a Udon Thani, una città nel nord della Thailandia. Da qui, per circa 5 euro a testa, un pullmino in un'ora di viaggio porta al "Ponte dell'Amicizia", sul fiume Mekong, che fa da frontiera tra Thailandia e Laos. Una volta espletate le procedure burocratiche (e pagato il visto d'ingresso) si può raggiungere il centro di Vientiane, la capitale, un buon punto da cui iniziare il vostro itinerario di viaggio in Laos.
Tuk tuk a Vientiane, nei pressi di un mercato
Tuk tuk a Vientiane, nei pressi di un mercato
Alloggiammo, per una notte, in un hotel sporco e rumoroso, la peggiore stamberga incontrata in tre settimane di viaggio, la Mixay Guesthouse. La cosa positiva era che si trovava nel centro di Vientiane, vicino a simpatici ristorantini e al mercato notturno sul Mekong, dove trascorrere una piacevole serata. Al mattino presto, invece, provammo a visitare il "Morning Market", ma lo trovammo chiuso e vuoto, forse perché era domenica. Per fortuna, camminando da Talat Sao verso il Mekong scoprimmo un animatissimo e caratteristico mercato principalmente dedicato al cibo. Non c'erano turisti ed era veramente pittoresco.
Mercato di Vientiane, capitale del Laos
Un caratteristico e animato mercato di Vientiane, la capitale del Laos.
Se da una parte ristoranti e mercatini di Vientiane ci avevano affascinati moltissimo, per il resto la città non era affatto memorabile, così alle 10 eravamo già in aeroporto per ritirare l'auto a noleggio prenotata su internet, con cui avremmo compiuto il nostro itinerario di viaggio in Laos. Non trovando nessuno alla Sixt Rent-a-car, chiedemmo alle giovani commesse di un negozio di giocattoli di telefonargli. Loro furono sia gentilissime sia particolarmente perspicaci, visto che comunicammo a gesti, e riuscirono a trovare lo sbadato noleggiatore.
Una volta ritirata la Toyota Vios automatica, partimmo in direzione Vang Vieng. Il panorama non era memorabile, la strada sì, ma in senso negativo: c'erano migliaia di buchi, un continuo slalom, frenare ed accelerare. A questo s'aggiungevano i camion, i polli che attraversavano la strada, i motorini contromano e i cani e le mucche che stavano volentieri in mezzo alla carreggiata. In fondo, guidare era uno spasso. Sembrava di essere in un videogioco: ogni pollo evitato 100 punti, ogni buco preso una vita persa.

Arrivati alla Sengkeo guesthouse di Vang Vieng (ben 9 euro la doppia con bagno per una notte, uno dei posti più economici del nostro itinerario di viaggio), camminammo per il paese per poi esplorare i primi villaggi al di là del fiume. Qui i panorami erano eccezionali, con le montagne che s'innalzavano all'improvviso dalle piane coltivate.
Villaggio nei pressi di Vang Vieng, Laos
Villaggio nei pressi di Vang Vieng.
La città era piena di bar e ristoranti, da vera meta di vacanza qual è. Facemmo aperitivo sul fiume e cenammo in un simpatico locale coreano. Anni fa Vang Vieng era una meta prediletta lungo l'itinerario dei ragazzi americani e nordeuropei che volevano sfasciarsi d'alcol e droga a poco prezzo; oggi, invece, è frequentatissima dai turisti orientali (inclusi gli abitanti del Laos) e dagli amanti della natura e delle attività all'aria aperta.
Il giorno dopo affittammo un quad, più che altro perché il mezzo ci affascinava, ed esplorammo i villaggi, la campagna e le grotte presenti sulla sponda opposta del fiume rispetto a Vang Vieng. Fu una mattinata interessantissima, divertente e molto fangosa.
In quad nei pressi di Vang Vieng, Laos Villaggio nei pressi di Vang Vieng, Laos Grotta nella campagna di Vang Vieng, Laos
In quad nella campagna di Vang Vieng, tra campi, grotte, villaggi e montagne verdi.
Sporchissimi, dopo 4 ore restituimmo il quad e ci rifocillammo con l'alimento simbolo di Vang Vieng, la pancake (crèpe tipicamente alla banana, ma buona anche quella al pollo), e continuammo la nostra vacanza guidando in direzione Luang Prabang. Trovammo la strada 13 da Vang Vieng a Luang Prabang lunga e tortuosa, ma in condizioni molto migliori rispetto a quella tra Vientiane e Vang Vieng. In più, i panorami erano fantastici. Lungo il viaggio ci si fermava, ogni tanto, a scattare foto alla natura e ai villaggi, oppure a curiosare nei mercatini lungo la strada: ogni tot km cambiava la specialità, e si passava dai mandarini al pane secco ad oggetti di artigianato.
Banana pancake a Vang Vieng, Laos
Numerosi baracchini offrono cibo tipico: qua le famose pancake alla banana (o anche al pollo) di Vang Vieng, diventate ormai un'attrazione turistica.
Arrivammo nella nostra guesthouse alle 7 di sera. Luang Prabang è la località più turistica del Laos. Piena di ristoranti e con un enorme e simpatico mercato notturno, vi spendemmo due notti. Di giorno visitammo la cascata di Kuang Si. Vi arrivammo, in auto, al mattino abbastanza presto, e la trovammo deserta e fantastica.
Cascate di Kuang Si, presso Luang Prabang, Laos Cascate di Kuang Si, presso Luang Prabang, Laos
Le splendide cascate di Kuang Si, piuttosto vicine a Luang Prabang

Camminammo in lungo e in largo lungo la cascata e a monte di essa; all'interno del parco c'era anche un centro dove vengono salvati gli orsi vittime dei cacciatori di frodo.
Orso nel parco delle cascate di Kuang Si
Orso nel parco delle cascate di Kuang Si
Rientrammo poi a Luang Prabang per pranzare e visitare la città seguendo un tipico itinerario turistico. L'errore più grosso fu pranzare in un locale suggerito dalla Lonely Planet, che, ovviamente, si distingueva dagli altri perché gestito da una europea e più costoso di quelli tipicamente Lao. Per il resto, Luang Prabang, posizionata alla confluenza di due fiumi, ricca di edifici coloniali e di templi buddhisti, era bellissima.
Luang Prabang, Laos Luang Prabang, Laos
La bellissima Luang Prabang, situata alla confluenza dei fiumi Mekong e Nam Ou, è ricca di templi dorati
Fu un'ottima idea anche salire sulla collina al centro della città, da cui si gode di una bellissima vista, soprattutto al tramonto.
Panorama di Luang Prabang, Laos Tramonto a Luang Prabang, Laos
Dalla collina nel centro di Luang Prabang si può godere di bellissime viste e tramonti
Scendendo dalla collina ci perdemmo nei vicoli e c'imbattemmo in una festa di paese; ci offrirono da bere, in particolare una ragazza cicciotta e bella brilla; ci toccò ballare. Un tipo iniziò a danzare davanti alla mia ragazza, poi arrivò la sua fidanzata e lo portò via. Ce ne andammo ridendo. Che bel momento di viaggio! Ah, beccammo anche un monaco con uno smartphone che sembrava anacronistico.
Monaco a Luang Prabang, Laos
Neanche a Luang Prabang ci sono più i monaci di una volta!! :)
La sera cenammo a una delle bancarelle del mercato, un pasto economicissimo che ci diede l'opportunità di conoscere un ragazzo spagnolo giramondo, in viaggio da anni, che si manteneva facendo lavoretti occasionali. Una vita affascinante, a mio avviso molto difficile, ma tra essere senza soldi in Europa ed essere senza soldi in Laos (o vagabondando per l'Asia)... beh, mille volte meglio la seconda.
Il giorno dopo guidammo fino a Pak Ou, da dove prendemmo la barchetta per le Grotte di Pak Ou, in posizione panoramicissima sul fiume Ou e piene zeppe di Buddha.
Grotte di Pak Ou, non lontane da Luang Prabang, Laos Grotte di Pak Ou, non lontane da Luang Prabang, Laos
Grotte di Pak Ou, non lontane da Luang Prabang, con le statue di Buddha in panorama posizione sul fiume
Nei pressi c'era un bel villaggio che vendeva tessuti, vestiti e altri oggettini; quando arrivammo non c'erano ancora turisti, ma probabilmente si sarebbe riempito nel pomeriggio. Nel mentre, il posto era molto caratteristico. Dopo la visita alle grotte, lungo lo sterrato per Pak Ou incontrammo anche una "riserva" dove gli elefanti portavano in groppa i turisti. Un vero classico per un itinerario di viaggio in Laos.
Ammirammo la scena, che era molto simpatica perché si poteva fare anche il bagno nel fiume insieme agli elefanti; se ne usciva zuppi, ma era uno spasso. Non ce la sentimmo, però, di partecipare a quell'attrazione, perché dopo avere osservato con emozione gli elefanti africani vivere liberi nella savana, non mi piaceva vederli ora imprigionati e addomesticati. Chissà, magari erano trattati benissimo e se lasciati liberi sarebbero forse stati facile preda dei bracconieri... ma quel circo urtava un po' la mia sensibilità, quindi ci accontentammo di ammirare la maestosità degli elefanti e la loro pelle rugosa come la pappagorgia di una nonna.
Elefante presso Pak Ou, non lontano da Luang Prabang, Laos
Elefanti presso un centro nelle vicinanze di Pak Ou
Riprendemmo l'auto e ci dirigemmo verso le montagne di Nong Khiaw in un paesaggio sempre più contadino. Mangiammo dei buoni e semplici noodles in una locanda per camionisti e viandanti lao - quei momenti che rimangono sempre nel cuore - e arrivammo nel pomeriggio alla bellissima Nong Khiaw. Questa cittadina è attraversata dal fiume Ou che s'insinua tra maestose montagne verdeggianti. Un imponente ponte in cemento molto alto sul fiume è il posto ideale per ammirare il fantastico panorama (o anche per suicidarsi, se la si vuole vedere con pessimismo).
Nong Khiaw e il fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos Nong Khiaw e il fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos
Nong Khiaw e il fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos
Trovammo alloggio in una bella casetta col terrazzo che s'affacciava sul fiume; la camera più economica veniva 6 euro, ma noi prendemmo quella di lusso, che era poco più costosa... era quasi Capodanno, volevamo esagerare. A fare gli avari, coloro che viaggiano in bassa stagione possono probabilmente contrattare un prezzo di un paio d'euro a notte, e questo con uno dei panorami più belli che si possano desiderare.
Pescatore su una barca semisommersa sul fiume Ou, a Nong Khiaw
Pescatore su una barca semisommersa sul fiume Ou, a Nong Khiaw
Cenammo nel ristorante di un indiano che abitava ormai da tempo in Laos. Fu un piacevole diversivo alla "solita" cucina incontrata lungo il nostro itinerario di viaggio. Il mattino dopo facemmo colazione in terrazza con tè e pancake. Poi, dopo qualche qui pro quo, riuscimmo a fare una gita in barca ai villaggi tradizionali che si affacciavano sul fiume a monte di Nong Khiaw. All'andata sulle tradizionali barche lunghe (insieme ad altri due turisti americani), seguì la visita dei villaggi con una guida... un appassionato cacciatore che ci spiegò ad esempio che l'elettricità era arrivata nel villaggio solo l'anno prima, che le case in legno di bamboo duravano dai 5 ai 10 anni e che per il capodanno lao la festa comprendeva una competizione tra barche sul fiume (a cui avrei partecipato volentieri!!)
Nong Khiaw e i villaggi sul fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos Nong Khiaw e i villaggi sul fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos
Il fiume Ou permette di farsi anche una bella nuotata; i villaggi che vi si affacciano sono molto pittoreschi
Dopo una camminata nei campi e nella foresta fino a una cascata, il ritorno fu di nuovo sul fiume, ma stavolta da soli in canoa.
Di quella gita, a parte il bellissimo paesaggio, ricordo due momenti in particolare. Il primo si svolse in uno dei villaggi che visitammo. Dei ragazzi stavano trasportando in salita una lunga canoa in legno. Ci trovammo lì, e decidemmo di aiutarli. La piroga era sorprendentemente pesante, ma riuscimmo nell'impresa e quando finalmente arrivammo una donna sorridente mi offrì del whisky lao. L'atmosfera, nel villaggio, era bellissima e la loro generosità nel farmi ubriacare era un altro segno della bontà della popolazione del Laos.
Whisky Lao in un villaggio vicino a Nong Khiaw
Si beve whisky Lao in un villaggio vicino a Nong Khiaw dopo avere aiutato i ragazzi a trasportare una lunga canoa in legno
Il secondo momento fu in canoa sul fiume, al ritorno: nella mia lunga carriera di canoista turistico ne ho fatti di itinerari, ma mai m'era capitato di pagaiare di fianco a dei bufali d'acqua per poi dirigirmi verso un branco di mucche e suini.
In kayak verso Nong Khiaw, passando vicini ai bufali d'acqua lungo il fiume Ou
Emozionante passare in kayak di fianco a bufali, mucche e suini
Dopo l'emozionante gita ci godemmo ancora il paese di Nong Khiaw. Era il 31 dicembre, ma alla fine risolvemmo per cenare con soddisfazione in un altro ristorante indiano (la storia era simile) e poi ammirare la festa del paese, da cui però fuggimmo presto. Era molto Lao, pure troppo, per noi, soprattutto quando un bambino si mise a cantare al microfono a squarciagola e in modo particolarmente stonato, assordandoci. In giro, c'erano invece ragazzine del posto che ballavano scatenate con musica occidentali imitando probabilmente le cantanti viste in TV.
Nong Khiaw e i villaggi sul fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos Nong Khiaw e i villaggi sul fiume Ou, che scorre tra le montagne del Laos
Nong Khiaw e i villaggi sul fiume Ou sono abitati da una popolazione serena e sorridente, piena di giovani e bambini
Il primo gennaio 2016 il nostro itinerario di viaggio in Laos ci obbligò a lasciare Nong Khiaw e dirigerci verso Luang Prabang, dove visitammo i villaggi tradizionali sulla sponda opposta del Mekong. Fu un giro molto interessante. Nel primo pomeriggio pranzammo a Luang Prabang in un bar affacciato sul Mekong, in posizione panoramica.
Il fiume Mekong a Luang Prabang Monaci su un ponte di legno a Luang Prabang
Sui fiumi Ou e Mekong, su cui si affaccia Luang Prabang, si possono vedere splendidi panorami e pacifiche scene di vita lao, tra cui i monaci di passaggio su un ponte in legno
Verso le 3 ripartimmo in auto in direzione Vang Vieng, passando però per la strada numero 4 (e non la 13) e poi una nuova strada di montagna che ci portò a Kasi. Così, risparmiammo due ore, che in parte perdemmo perché Vang Vieng era invasa da turisti orientali e per trovare una camera (peraltro brutta e strapagata) dovemmo imprecare a lungo. Fu comunque un'esperienza divertente: la mamma ci cucinò dei noodles in brodo mentre il figlio di 9 anni cercava di estorcerci cifre folli per quella cena.
Il giorno dopo girammo ancora per la campagna di Vang Vieng, stavolta in bicicletta, che fu simpatico, di prima mattina.
In bici nei pressi di Vang Vieng, Laos In bici nei pressi di Vang Vieng, Laos Campi nei pressi di Vang Vieng, Laos Panorama sulla campagna di Vang Vieng, Laos
In bici attraverso la campagna di Vang Vieng si ammirano meravigliosi panorami
Poi i turisti orientali diventarono una vera e propria invasione. In auto, ci dirigemmo verso Vientiane, ma invece di seguire tutta la noiosa strada 13 girammo a un certo punto verso il bel lago artificiale chiamato Nam Ngum, lungo la strada 10. Qui la campagna e il lago stesso (di cui ci godemmo più che altro un bellissimo panorama sulle sue isolette) sono davvero piacevoli. Era impressionante quanti turisti "local", abitanti del Laos, ci fossero sul lago, come a Vang Vieng. Tutto il paese era in vacanza.
Lago artificiale nel Laos centrale
Lago artificiale di Nam Ngum nel Laos centrale
Siccome potevamo arrivare a Vientiane in anticipo, decidemmo di consegnare la macchina a nolo prima del previsto (alle 17 anziché alle 19) e prendere di corsa l'ultimo autobus (alle 6 del pomeriggio) con cui attraversare la frontiera con la Thailandia. Arrivammo all'ultimo e il pullman per Udon Thani era pieno, ma c'era posto su quello per Nong Khai, cittadina thailandese affacciata sul Mekong, appena oltre, quindi, il confine col Laos.
Così si concluse il nostro itinerario di viaggio in Laos, e la vacanza continuò nella Thailandia centrale. Che dire... il Laos è rustico, selvaggio, rilassante. Forse non ha molte attrattive "da urlo", e percorrendone le tortuose strade di montagna si vedono principalmente giungla e villaggi, in modo quasi ripetitivo. Eppure, la purezza dei luoghi (finché dura) e i sorrisi della gente dei villaggi ci fanno desiderare di tornare presto a viaggiare e vagare per le strade del Laos, cercando di uscire ancora di più dalle strade più frequentate dai turisti.
Tempio in un villaggio di campagna del Laos
Tempio in un villaggio di campagna del Laos
(Pssst, da qui il viaggio continua verso Bangkok e la Thailandia centrale).

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