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Da Monesi al Monte Saccarello

Con le ciaspole sul monte più alto della Liguria
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo

Il Monte Saccarello è facilmente raggiungibile con un sentiero da Monesi di Triora: i suoi 2200 metri di quota svettano sulla Liguria e permettono di ammmirare una vista fantastica sulle Alpi Marittime e sul Mar Ligure. Insomma, consigliamo vivamente questa escursione, sia d'estate sia in versione invernale con le ciaspole.

Il Monte Saccarello con le ciaspole
Sulla cresta del Monte Saccarello
Monesi di Triora si trova in provincia di Imperia ed è un piccolo paesino a 1300 metri di quota che in passato era una frequentata stazione sciistica. Oggigiorno gli impianti sono quasi sempre chiusi, ma d'estate si può usare Monesi come punto di partenza per bellissimi trekking, e d'inverno gli stessi sentieri e le vecchie piste diventano il paradiso delle ciaspole e dello scaialpinismo.
Monesi di Triora e Piaggia
Le case di Monesi di Triora (nell'ombra) e quelle di Piaggia al sole
I più importanti e panoramici itinerari escursionistici che partono da Monesi sono quelli che portano alla statua del Redentore e alla cresta che collega il Monte Saccarello col monte Fronté (un'altra vetta oltre i 2000 metri). Dalla imponente statua del Redentore così come da tutta questa cresta si godono viste clamorose.
Vista dal Redentore, Triora
Il mare visto dal Redentore
I sentieri estivi sono numerosi e semplici da seguire, mentre più attenzione bisogna sempre porre con la neve. Partendo dai caseggiati di Monesi, conviene quindi seguire la strada sterrata che passa sotto la seggiovia "Trepini".

Così, anche quando c'è tanta neve è impossibile perdere l'itinerario corretto. In alcuni tratti si possono comunque tagliare i tornanti, ma bisogna prestare attenzione perché a un certo punto la strada piega a destra, passando sotto i cavi della seggiovia ed entrando nel bosco.
La strada tra Monesi e il Saccarello
La strada tra Monesi e il Saccarello
Dopo circa 300 metri di dislivello da Monesi (e 3 km di cammino), la strada esce dal bosco e si arriva in vista di un'altra vecchia sciovia, che portava al Redentore. D'estate, una possibilità è prendere il sentiero che da qui sale dritto verso la cresta. Altrimenti, è bene passare sotto i cavi della sciovia e subito dopo prendere l'ampia pista da sci che sale sulla sinistra. La strada, infatti, continua in falsopiano e arriva poi al Saccarello dopo un lunghissimo giro, facendo perdere un sacco di tempo!
La pista tra Monesi e il Redentore
Salendo all'inizio della pista da sci per il Redentore
Chiaramente la camminata si fa ben più faticosa, anche perché pur essendo circa a metà del percorso, manca ancora buona parte del dislivello, circa 600 metri. A dicembre abbiamo qui incontrato delle bellissime bacche rosse che coloravano il paesaggio già fiabesco.
La pista tra Monesi e il Redentore
Bacche rosse e tanta neve a dicembre lungo la pista
Salendo, la pista da sci piega a destra, per superare un tratto di bosco, e arriva poi a un ampio pendio innevato. Sulla sinistra si scorge sempre la seggiovia e in alto la statua del Redentore, che sembra più vicina di quanto sia in realtà. Si continua con calma (soprattutto con le ciaspole, è una faticosa camminata sulla neve quando è profonda!) avvicinandosi pian piano alla seggiovia e al suo arrivo.

La pista tra Monesi e il Redentore
Il pendio innevato e statua del Redentore in cima alla cresta
Dopo circa 7 km di trekking e 900 metri di dislivello, percorribili in tre ore, si arriva così all'imponente statua del Redentore. Da qui, un sentiero continua in cresta: è il tratto più alto dell'Alta Via dei Monti Liguri (che percorre tutta la regione, da Ventimiglia al confine con la Toscana) e offre panorami strepitosi.
Alta Via dei Monti Liguri
L'Alta Via dei Monti Liguri innevata corre in cresta dal Redentore verso la Cima Garlenda
Arrivati in cima, se si prosegue sulla cresta a sinistra, si arriva al Passo di Garlenda, da cui un sentiero scende nel bosco fino a Monesi. In alternativa, dal Passo di Garlenda si può camminare fino alla Cima Garlenda, poi al Monte Fronté, e quindi a San Bernardo di Mendatica: un'altra opzione molto interessante per i trekking in zona.

Noi, invece, dalla statua del Redentore siamo andati lungo la cresta a destra, verso la cima del Saccarello, che dista poche centinaia di metri, quasi in falsopiano.
Monte Saccarello
Sulla vetta del Saccarello, il monte più alto della Liguria
Sul monte Saccarello si è al confine con Piemonte e Francia e ci sono i ruderi di una vecchia postazione militare, ma soprattutto si gode di una strepitosa vista a 360 gradi sulle Alpi Marittime, sul mar Ligure e sul sentiero percorso.
Siamo poi scesi seguendo l'itinerario dell'andata, per comodità e sicurezza vista l'abbondanza di neve. Tale percorso è tra l'altro fantastico e direi sicuro per chi pratica lo scialpinismo. D'estate avrei optato invece per completare l'itinerario ad anello, scendendo a Monesi dal Passo di Garlenda.
Dal Monte Saccarello a Monesi
Scendendo dal Monte Saccarello a Monesi
A proposito, al Passo di Garlenda salgono anche dei lunghi e bellissimi sentieri da Triora, sul versante sud del Monte Saccarello, mentre in questa pagina abbiamo descritto l'accesso classico dal versante nord (che comunque è soleggiato, come si vede dalle foto).
Insomma, si tratta di uno degli itinerari di trekking più memorabili della Liguria, quindi... buona gita!!
Ah, sempre sulla Alpi Marittime abbiamo percorso con le ciaspole l'itinerario per la Cima Gardiola, molto panoramico, mentre per altri sentieri dell'Alta Via dei Monti Liguri c'è la nostra completissima pagina sul trekking in Liguria.
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