Metti mi piace alla pagina FB di Wild Trips. I pazzi che hanno speso notti insonni per creare il sito te ne saranno grati! (E riceverai aggiornamenti, consigli di viaggio e foto)

Metti mi piace alla pagina FB di Wild Trips. I pazzi che hanno speso notti insonni per creare il sito te ne saranno grati! (E riceverai aggiornamenti, consigli di viaggio e foto)

TOSCANA

La strada più veloce per il paradiso: veleggiare a Capraia e scoprire le sue coste selvagge
Itinerari di viaggio, escursionismo, kayak e vela in Italia e nel mondo

FOTO DI CAPRAIA... e un breve diario di viaggio

Mappa vacanze a vela in Toscana "Scoprimmo belle baie e imponenti scogliere, paesaggi davvero memorabili. Cala Rossa, in particolare, manderebbe in estasi anche un ferro da stiro, con le sue rocce rosse e bianche e il mare cristallino.
Ci tuffammo e ci trovammo a nuotare tra centinaia di occhiate, pesci azzurro-argentati che sono peraltro parecchio appetitosi (per fortuna loro protetti dallo status di riserva naturale dell'isola)."

LEGGI IL DIARIO DI VIAGGIO COMPLETO PIU' SOTTO IN QUESTA PAGINA

INFORMAZIONI E CONSIGLI DI VIAGGIO SU CAPRAIA

La Toscana è famosa per le sue colline su cui sono appollaiati affascinanti paesi medievali. L'arcipelago Toscano con le sue isole più abitate e quelle più selvagge presenta spiagge e scogliere degne dei Caraibi.
Scriveteci qui: info@wildtrips.net se v'interessa una vacanza charter a vela nell'arcipelago toscano.
MAGGIORI INFORMAZIONI NELLE DESCRIZIONI DELLE FOTO E NEL DIARIO DI VIAGGIO SOTTO
Vela a Capraia
Capraia è una delle isole più selvagge che formano l'Arcipelago Toscano.

DIARIO DI VIAGGIO E FOTO DI CAPRAIA

Una gita a vela di qualche giorno a Capraia è un modo eccezionale per scoprire un’isola splendida, poco turistica e circondata da un mare cristallino.
Dopo una notte di navigazione dalla Liguria, raggiungemmo l’isola in tarda mattinata. Ormeggiammo all’ancora nella baia davanti al paese. Chiamammo la capitaneria e ci fu fortunamente assegnato un posto al gavitello. Dopo un bagno, andammo ad ormeggiarci in un’acqua limpidissima dov’erano visibili numerosi branchi di pesci. Eravamo davanti a una ripida scogliera che distava poche decine di metri. Più a destra c’era il paese col porto vero e proprio, raggiungibile col canotto-tender in cinquanta colpi di remo.
Capraia
C'è solo un paesino sull'isola.
Capraia
Capraia
Scendemmo a terra per visitare il tranquillo borgo di Capraia, col suo castello in posizione panoramica.
In un attimo ci sentimmo in un altro mondo, come se fossimo partiti da un mese, quando in realtà era passato appena un giorno. Eravamo ispirati e liberi e sereni.
Capraia
Il porto con le acque più limpide che si possano trovare
Capraia
Capraia
Capraia
Capraia
Capraia
Molte fortezze, in giro per il mondo, sono in posizioni panoramiche, ma quella di Capraia forse le batte tutte.
***
Racconto qui un aneddoto divertente (potete saltare ai prossimi asterischi se non volete o non potete farvi due risate alle mie spalle).
Dopo il giro in paese rientrammo alla barca per cena, poi la mia ragazza e io decidemmo di tornare in città per fare un giro e mangiare un gelato. Ci facemmo belli ed eleganti, montammo sul canotto e iniziai a remare. Peccato ci fosse un vento contrario di 20 nodi che rendeva ogni sforzo inutile. Sollevavo un mare di spruzzi ma niente, il canotto andava alla deriva. Accettai la sfida degli elementi e tra il divertito e il terrorizzato riuscii ad avvicinarmi all’imboccatura del canale che portava in paese. Purtroppo, qua il vento rinforzò, come c’era da aspettarsi, e in un turbinio di spruzzi persi un remo. Molto male. Chissà dove ci avrebbe spinti il vento. Forse in Corsica.

Poi, con un’immane accelerazione contro-vento, riuscii a recuperare il remo, quindi la mia ragazza e io discettammo se fosse meglio rientrare alla barca o no. Decidemmo che era preferibile sopravvivere e facemmo dietrofront.
Inizialmente il vento ci spinse contro la scogliera, e già stavo studiando se c’era una spiaggetta per dormire, ma alla fine decuplicai gli sforzi e arrivammo ad arpionare la cima di una barca. Da qui, trascinandoci tra un ormeggio e l’altro, strusciando su scafi e gavitelli, raggiungemmo la nostra casa dolce casa galleggiante.
"Siete rientrati presto,” ci dissero quelli rimasti a bordo.
"Mah, era tutto chiuso,” rispondemmo, completamente zuppi. Non eravamo credibili, quindi confessammo l’onta della sconfitta. Nel complesso, fu un’esperienza estremamente divertente, che consiglio, con la dovuta prudenza. (Ho esagerato i rischi, ma è sempre positivo considerare le conseguenze prima di agire).
(Direte: ma perché non montare un piccolo motore sul tender? Domanda intelligente, e una possibile risposta è che nei 10 secondi che servono per accendere un fuoribordo freddo o inceppato saremmo finiti a scogli o in mezzo al mare; in fin dei conti, i remi hanno una loro intrinseca sicurezza. Ovviamente, avere sia remi che motore non è una cattiva idea).
***
Il giorno dopo esplorammo le coste di Capraia a bordo di un gozzo affittato a 60 euro per tutto il giorno… poca roba, una volta diviso tra cinque amici. Scoprimmo belle baie e imponenti scogliere, paesaggi davvero memorabili. Cala Rossa, in particolare, manderebbe in estasi anche un ferro da stiro, con le sue rocce rosse e bianche e il mare cristallino.
Capraia
Capraia
Capraia Cala Rossa
Cala Rossa. A proposito di bei posti, se qualcuno tiene una classifica deve assolutamente considerare questa baia.
Capraia Cala Rossa
Cala Rossa, Capraia
Ci tuffammo e ci trovammo a nuotare tra centinaia di occhiate, pesci azzurro-argentati che sono peraltro parecchio appetitosi (per fortuna loro protetti dallo status di riserva naturale dell'isola).
Dopo qualche splendido bagno rientrammo a Capraia paese. Avemmo anche la fortuna di scorgere un polpo appollaiato sul fondo del mare davanti al nostro ormeggio. Ci stavamo abituando a vivere nella natura, respirare odore di mare, dipendere dalla luce del sole e dal vento. Non sembrava più che fossimo partiti da un mese, ma da un anno. La terraferma e il lavoro e la routine quotidiana ci parevano più lontanti di Katmandu e Timbuktu.
Cenammo con dell’eccellente panzanella, piatto per palati fini e non.
Il giorno dopo veleggiammo attorno a Capraia, fermandoci all’ancora in un’acqua così trasparente che il fondale sembrava ad appena 1 metro sotto il pelo dell’acqua. L’ecoscandaglio, però, segnava 10 metri e noi ci fidammo e ci tuffammo di testa. Non scontrammo né scogli né sabbia. La strumentazione aveva ragione, insomma.
Occhiate a Capraia
Occhiate a Capraia
Capraia Cala Rossa
Cala Rossa
Capraia
Capraia
Nel pomeriggio si levò un bel vento di scirocco: la barca era inclinata, l’equipaggio impegnato in orzate e virate, poggiate e strambate. Si cazzava e si lascava, furono ore emozionanti sotto un bel sole.
Un aperitivo in mezzo al mare, con vista su Capraia, fu il nostro modo di salutare l’isola. Tornammo verso la Liguria sotto la luna piena e un bel cielo stellato, con lo scirocco che continuava a farci da “motore”, concludendo così nel migliore dei modi il nostro weekend durato un anno.
Se vi piacciono questi viaggi selvaggi o se volete trovare altre foto di questa e altre destinazioni, oltre che consigli e nuovi itinerari, visitate la nostra pagina FB e mettete mi piace:

Contatta info@wildtrips.net per domande su un itinerario, suggerimenti su un diario di viaggio, collaborazioni o per organizzare gite in mare in Liguria.
Mappa del sito - Privacy